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Lizi Budagashvili

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Zenith” di Lizi Budagashvili

 

L’opera della Budagashvili è visione istantanea del mezzogiorno, in qualità di ricongiungimento di segno

e significato: lo zenith è la sommità dell’emisfero celeste, l’araba “via al vertice del capo”. È il momento

in cui le ombre scompaiono e si ricuce ogni doppio nel massimo istante del sapere ed il sole è il greco epìskopos, il guardiano che osserva dall’alto, per la conoscenza. Tuttavia la casa dell’io è così abitata dall’ombra: in ogni umana parola resta un nucleo notturno inconscio, che spingerà a ridipingere il soggetto ad una nuova luce cosciente del dire, per il transito della significazione. È vita ove la coscienza della parola ripeta ritualmente la visione della morte, per il suo affrancamento.

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