Loredana Caretti

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Teresa” di Loredana Caretti

 

La pittura della Caretti mesce respiro atmosferico e componente materica nel viaggio sinestesico dal gelo della latenza artica dell’inerte alla speranza di rinascita alla vita. Teresa è nel profondo senso simbolico ed etimologico la mietitrice, è madre e grembo della terra, che sposa in un’unica donna Ecate e Afrodite, poiché senza il sacrificio iniziatico e recidente della morte, non c’è trasfigurazione: la resurrezione gestante alla calda stagione della vita.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ergo sum... libera” di Loredana Caretti

 

Le tempere profonde e silenziose della Caretti aprono ad un rituale dialogo archetipico di coappartenenza umana e femminile all’elemento acqueo, sorgente di vita e di rigenerazione, luogo iniziatico di morte e di rinascita, d’inconscio che emerge a coscienza, di purificazione, di catarsi. L’acqua disseta, ma per essenza costitutiva assorbe e riporta allo stato indifferenziato, nel cerchio matriarcale dell’uroboro, che sposa gli opposti. Dallo stato uroborico di completa fusione essente tra sé e ambiente, memoria inconscia del contenimento amniotico, l’essere giunge alla formazione cosciente di sé, in qualità di libera volontà automorfica.

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