Luca Gilioli

Soldati

calici di

cristallo a

un palmo

di stanza

al banchetto.

 

di respiri

d’angoscia

s’appannano,

s’appannano,

e attendono

l’ordine da

chi li ha

in pugno.

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contro bocche

da fuoco

mezzi vuoti

si riversano.

 

s’incrinano.

 

s’infrangono.

Critica in semiotica estetica della Poesia “soldati” di Luca Gilioli

 

La verticalità vertiginosa del verso frammentato del Gilioli specchia l’instabilità della dimora identitaria dell’essere umano in stato ostile e imposto di conflitto. La stessa condizione di soggetto soccombe all’oggettuale trasfigurazione della vile vettovaglia e la morsa del dominio e dello scacco stringe all’eco sensoriale precipitante di un’algida e al contempo cosciente e lucidamente vitrea sinestesia di una vita abitata dal suono della morte.

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