Luciano Pizzuti

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Le bosquet de Lautréamont” di Luciano Pizzuti

 

La matita, ignea e umida, del Pizzuti esplora con poesia i paesaggi del volto, come “altro mondo, altra verità”. Il tematico “male di aurora” è vissuto dall’artista nel distacco da un realismo, che cerca lo sguardo romantico femminile, lunare, irrazionale, assopito di una languidezza abbandonica alla natura. La rêverie della curvatura del collo e dell’intimità dello sguardo, fra malinconia e fierezza, è sentimento di dolore

e al contempo sollevamento e desiderio d’identità e nuova creazione, propria e umana, delle cose.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “All days” di Luciano Pizzuti

 

Il corpo solare e ardente dei colori e delle forme idealizzanti del Pizzuti mesce al morbido languore

del movimento contrario di abbandono, alla dimensione notturna e inconscia del sogno. Il luogo di antitesi e di paradosso grafico, in sintonia al verso del sonetto shakespeariano, mostra come ogni caduco segno fenomenico muti nella tensione di anelito al significato eletto, all’oggetto d’amore.

Qui l’artista concelebra il potere sintetico del sentimento universale, che nasce dalla fonte grembale dell’arte, madre eternatrice di vita.

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