Manuela Scannavini

Manuela Scannavini, nido#1.jpg

Critica in semiotica estetica dell’Opera “nido#1” di Manuela Scannavini

 

L’accoglienza intima della carta della Scannavini è luogo di ricetto archetipico, nella sinestesia, che riavvolge e profonda a memorie psicoemotive collettive inconsce. È un’ontogenesi che ricapitola una filogenesi, a contenere le immagini originarie e metaindividuali dell’evoluzione del vivere, rinascenti in ogni individuo. Il nido è soglia epidermica e grembale dell’evento di vita, che libera da ogni sovrastruttura segnica, da ogni declinazione figurale relativa ad un contesto sapienziale. L’artista cerca così la soglia originaria, per nuove prospettive di verità, torna al supporto indeclinato di senso, per una nuova gestazione di forma.