Marco Borgioli

Il folle

Vivo nel labirinto di una

solitudine esistenziale.

Trascorro il mio tempo in

un dialogo silenzioso

parlando a coloro che

vivono al limite dell'umano.

Con sguardo gagliardo

penetro

tra le macerie della carne

fino a raggiungere l'infinità

dell'animo dove

messaggi inafferrabili

guizzano

sfuggono

corteggiano

un intelletto che, come un caro amico,

mi accompagna nell'affabile

luogo del tempo

rallegrandomi con futili piaceri

per poi lasciarmi

scontento

insoddisfatto

in quel corpo dove la follia

dirige

il melodramma

dell'esistenza.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Il folle” di Marco Borgioli

 

I versi del Borgioli aprono al prezioso valore della creatività del folle, che del costretto, sofferente, lacerato significante corporeo, come gli atti stereotipici o i sensorismi, trova il rimando al più vasto, infinito dei significati, “l’affabile luogo del tempo”, del tempo circolare in eterno ritorno, il tempo della proiezione psicoaffettiva nel grembo materno, memoria inconscia di piacere e bagaglio archetipico, che ristora immaginifico nella sinestesia dei sensi dagli strazi del dolore.

© 2018 by Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea

created by Antonino Bumbica