Marco Francesco Sangregorio

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Danza macabra I” di Marco Francesco Sangregorio

 

Il movimento pittorico del Sangregorio è libero, elementare e labirintico: è una danza ctonia che approssimi i danzanti al luogo dell’invisibile, cui segue un distanziamento. Il rito, ripetizione della realtà, è un processo apotropaico, esorcizzante il timore inconscio: l’avvicinamento è rappresentazione rituale della sfida; l’allontanamento è la celebrazione della vittoria sulla morte e la forma labirintica deposita e custodisce

la memoria elicoidale del DNA, della forza evolutiva inarrestabile della vita.

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