Margherita Maria Lauro

Desiderio

Vita fuggitiva, ripetitiva.
Essere, per scoprire di non essere.
Sgomento, nel vederti passare così pavida, sfrontata.
Gioiello della creazione credendoti immortale.
Idiota colui che non sa tradurre in vita la stessa morte.
L’attimo fuggente, lontano dalla frivolezza,
regala lo spettacolo, forse la felicità…
poesia, suono.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Desiderio” di Margherita Maria Lauro

 

Anelante, la parola della Lauro è riflessione sulla condizione segnica, transitante e seconda dell’uomo, in ripetizione analogica, in lacerante contraddizione, mancante, in un presente di assenza. Tuttavia, la poetessa trova occorrenza sulla sinestesia dei sensi dell’attimo immenso di presenza essente, di senso che rinnova, che solleva dall’apparenza del divenire della vita, a riportare la parola al suono, all’emozione ineffabile della verità.