Maria Clara Lorusso

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Aurora” di Maria Clara Lorusso

 

La fotografia analogica della Lorusso imprime il bianco, primo, indistinto rilucere mattinale del sole di un volto dall’orizzonte di una stanza, involontaria espressione di un pensiero irriflesso, avviluppato dall’aere brumale, inconscio e visionario del sogno, dello stato emotivo ineffabile. La grana materica ingoia la forma a rallentare il tempo, a scindere singoli isolati istanti elementari e chiaroscurali dalla foga dell’indistinto

e insieme a frenare l’emersione violenta conoscitiva, a serbare l’integrità dell’arcano mistero identitario.

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