Maria Grazia Lunghi

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Città metropolitana” di Maria Grazia Lunghi

 

Apre l’opera della Lunghi il passaggio dall’oggetto alla relazione. Il tempo denso, fattuale, materico, concentra tutta l’estensione e la frenetica durata nell’intensità cellulare dell’istante di risultato, in sinestesia dal colore, al rumore, al movimento, alle impronte stratificate del transito. L’opera dell’artista, quasi fosse la pelle della città, raccoglie un precipitato degli atti dell’accadere umano e, dal fotogramma sintesi

della cinematografia sensoriale, rivela e denuncia all’uomo il suo viaggio.

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