Maria Luisa Bertoni

L’ISTINTO

L’istinto naturale urla al vento
dannato, inascoltato, perso
Incalza tormentato la mente
agisce, veloce, inaspettato
I corpi maturano come ciliegie
rosse, succose, dolci
La natura possente tenta la terra
calda, umida, penetrante
Il sole lontano ascolta
scalda, arde, avvolge
La pelle viva canta melodie
fresche, nuove, casuali
Il cuore colmo profuma d’infinito

Critica in semiotica estetica della Poesia “L'istinto” di Maria Luisa Bertoni

 

Ardente, la parola della Bertoni è pulsione libera che supera il principio individuationis, infrange l’apparenza e la norma, al di là del bene e del male, per la presentazione diretta dell’anonimia plurale e instante di un cogito tacito.  È la rigenerazione identitaria dall’eros, dal cuore di verità intima, vitale, fremente. La poetessa lega il microcosmo al macrocosmo elementare, nell’estasi dell’abbraccio consustanziale alla natura, a vincere la cognizione logica e razionale e i confini fisici connessi al dualismo e al conflitto, a partecipare intuitivamente e unitariamente alla totalità, nella sinestesia dei sensi.