Massimo Mezzetti

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Libertà va cercando ch'è sì cara...” di Massimo Mezzetti

 

Il dettaglio fotografico del Mezzetti si sofferma a celebrare l’ideale della libertà, sulla tensione dialettica traslata delle umane pulsioni istintuali di bene e di male, di riconoscimento e di negazione, che invece condanna alla prigionia. La libertà morale si fonda sul libero arbitrio, che si estende finanche alla vita, “come sa chi per lei vita rifiuta”. L’amore simbolico dell’arte, che trascende la forma per il senso, che è descensus ad inferos per la sublimazione, è ciò che fa dell’uomo servo “tratto a libertate”.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “A piedi e sulle ruote fugge il tempo” di Massimo Mezzetti

 

La sensibilità fotografica del Mezzetti oppone, all’inesorabile verso lineare diveniente e distruttore del tempo, lo sguardo retrospettivo all’origine, al luogo fanciullo ed eternamente giovane dell’archetipo, alla provenienza senza tempo, che sola dà senso e volto alla destinazione. Sebbene si percorra l’inevitabile rovina, cedimento, tracollo, caduta delle certezze edili dell’io, potere inalienabile dell’uomo è lo sguardo del senso, che risorgerà nuova ogni cosa.

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