Matteo Tomaselli

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Albero bottiglia” di Matteo Tomaselli

 

I paesaggi vitrei del Tomaselli che arroccano la coscienza su spigoli altissimi di luce, fino ad asciutte definizioni del sapere e del sapersi, raccontano della necessità ciclica di una forza uguale e contraria dell’inconscio, che infrange e sradica le certezze del conoscere, rigettandole all’ignota anonimia confusa plurale, fino a restare solo terra e radici di possibile nuovo linfatico ancora di verità, per forme e per stagli, che nella solitudine il solo affetto disegna, di sé e del mondo.

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