Michele Di Tonno

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Storie di uomini e donne” di Michele Di Tonno

 

Nei toni sensibilissimi del Di Tonno, immersi e dispersi nell’incertezza del dono, unica volontà dell’uomo è lo spazio rosso del desiderio, la distanza che separa dall’altro. Si è agli occhi profondi dell’artista, nulla in se stessi, le sole vesti sospese, espressioni di scelte, di accaduti, di approfondimenti: incontri e reciproci modi di chiamarsi e, più ancora, nient’altro che l’amore fra le parole.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Lovers” di Michele Di Tonno

 

Bidimensionale e al contempo profondissima l’espressione pittorica del Di Tonno, poiché tutta presente nella delicata intensità emozionale, concreta e insieme aerea e sospesa. Se la condizione di vita terrena costringe ad un qui ed ora, dallo stesso luogo e dallo stesso tempo, fango costitutivo, l’umano si eleva

nel sentire sognante, che attraverso la scelta, la volontà e il compiacimento dell’amore, apre il confine identitario e la finitudine ad una basciante coinonia, con l’alterità e il mondo. In un caleidoscopio di luci soffuse l’artista trova un infinito sponsale alla fragile, fuggente e frammentaria caducità dell’istante di vita.

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