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Piera Bachiocco

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Predatore” di Piera Bachiocco

 

La decorazione pittorica della Bachiocco, dal tocco concentrico all’evoluzione immaginativa, esprime la coappartenenza delle forme del vivere alla natura e all’elemento primario della terra. La terra è grembo fertile, madre archetipica che gesta, che aggrega della materia di sé le esplosioni della meraviglia diveniente delle espressioni di vita. In questa armonia di un unico essere non c’è predatore e non c’è preda all’artista; solo naturale dinamica di vita.

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Quando i bambini fanno oooh” di Piera Bachiocco

 

La profondità espressiva della Bachiocco volge dal nero dell’integrazione e dell’indifferenziazione inconscia, in un abbraccio alchemico, all’oro della conoscenza nuova del fanciullo della ruota ruotante, della meraviglia e del gioco della creazione. La sezione aurea è la proporzione divina, il movimento di bellezza e d’armonia della relazione fra umano, naturale e divino. Rapporto fra il tutto e la parte, la spirale aurea è la crescita armonica lungo la curva della vita, fillotassi verso la luce sapienziale, rinascita all’unità della totalità.

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Critica in semiotica estetica dell’Opera “Memorie” di Piera Bachiocco

 

Dolore ineffabile e trasfigurazione presenta il cromatismo fiabesco della Bachiocco, a sollevare oltre la negazione del filo spinato del campo di concentramento lo spazio franco della libertà infinita della farfalla gialla. Il sacrificio materiale, insensato e insepolto, trova immediata redenzione spirituale, dalla nigredo alla citrinitas lucente dell’oltre, distillata alla serenità del cielo, per l’eternità della memoria.

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