Pietro Cernigliaro

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Er poeta de la romanità” di Pietro Cernigliaro

 

Il tocco caleidoscopico del Cernigliaro scinde un personalissimo eden nella fiamma molecolare e inaspettata della materia. Il meticoloso intaglio geometrico della figura fotografica non arresta il movimento, che corre sospeso e atemporale nella vibrazione chiaroscurale del colore, teso a cercare il rovescio carnascialesco dell’ordine quotidiano della visione: un atto pittorico che sugge, come l’ape del Belli, l’igneo nettare della felicità dalle piccole cose consuete.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Preludio alla danza” di Pietro Cernigliaro

 

I tasselli ad olio, di colore puro e di forma geometrica, del Cernigliaro scompongono le forme nei colori elementari e nei loro complementari, per accendere l’emozione con il movimento luminoso, che è processo conoscitivo. È una pittura che coglie e ripropone i segreti della percezione ottica, nel meccanismo della visione, che nella corteccia cerebrale raccoglie la scissione dell’informazione visiva, giunta dal mondo esterno. Dividere è letteralmente di-vĭdēre scomporre il vedere, che ha il senso originario di sapere e giudicare, così l’analisi pittorica è separazione di elementi semplici dalla complessità del tutto, per la rottura del giudizio prospettico, per la rinascita della visione, preludio alla danza della verità.

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