Roland Ekstrom

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Amore è” di Roland Ekstrom

 

Il dondolante sospeso dell’opera di Ekstrom esprime la sostanza dell’amore nella meraviglia: è il dono a ventaglio dell’ulteriore dell’apparire, come possibilità sempre aperta di sé nella sorpresa dell’oltre e metamorfosi dell’essere, riconosciuto, riconoscente. Le fattezze umane sollevano inconsce memorie filogenetiche di una vita anfibia, quasi a rafforzare la condizione amorosa dell’uomo, regressivamente e funzionalmente legata ai due ambienti: l’acquatico inconscio della configurazione nell’altro e l’aereo cosciente della rifigurazione della forma di sé, in divenire.

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