Rosa Maria Protopapa

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Vida” di Rosa Maria Protopapa

 

L’espressione pittorica della Protopapa è apertura diretta del movimento emotivo. La natura primaria, abitata dalla cultura dell’oralità, è ricetto grembale, in sintonia sinfonica con l’umano desiderio di vita

e materia che offre compiacimento e continuazione sostanziale di sé.  E tale è l’abbraccio ontico dell’uomo alla natura, che anche il dolore della perdita dell’identità singola è ancora vitale infinito possibile all’artista, nel movimento della vita umana indistinta dalle forze elementari, oltre la morte, nell’appartenenza essente al tutto, nella presenza instante ed eterna, che libera da ogni contingenza e separazione,

nell’unicità dell’intreccio del vedente e visibile dell’essere.

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Imagine” di Rosa Maria Protopapa

 

Il cromatismo libero, acceso e vivido della Protopapa è ignea presenza emotiva alle configurazioni del mondo. L’ambiente è ricreato nella sua continuità alla dimensione interiore: un pavimento di note colorate accompagna il furto coraggioso e salvifico dell’infante, che trasforma la dimensione altra e oggettuale del mondo nello spazio transizionale, fra sé e non sé, dell’immaginazione. È il possibile generoso dei valori, il grembo del riconoscimento dell’altro e dell’armonia, è il luogo naturale e franco da ogni conflitto.

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