Salvatore Doddis

All'amata

Sparsi i capelli biondi

Sul radioso volto,

sparso il tiepido sorriso

sulle carnose labbra

sparso il timido candore

sulla vellutata pelle.

Ti vedo ogni ora, sogno dei miei sogni

Ti osservo nell’ombra di un’alba iridescente,

Ti percepisco nel profumo delle mie amate rose,

un fiore, tra mille fiori, dal multiforme effetto.

Ti stringo, ti abbraccio e ancora non son contento,

ti voglio in me, mia fulgida adorata stella.

Ti voglio in me, mio prezioso dono.

Ti voglio in me, sempre più in me.

Critica in semiotica estetica della Poesia “All’amata” di Salvatore Doddis

 

Con eco omaggiante manzoniana il canto in crescendo del Doddis è letterale esortazione, incitamento ad uscire dalla finitudine contingente della sembianza, ad abitare la totalità del mondo, la dimensione infinita. Inesauribile si fa allora la sorpresa di riconoscimento dell’oggetto d’amore, di medesimezza del divenire, fino all’atto d’interiorizzazione al sé, di fusione all’unicità della sostanza, eternamente a lenire il desiderio e la mancanza

ad essere.

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