Sandro Gritta

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Natura morta con prugne” di Sandro Gritta

 

La sinestesia accesa delle forme pittoriche del Gritta trasporta, oltre la visione, a sensazioni termiche e tattili dalla gestazione delle luci dei colori, aggettanti dalle ombre. Se anche recisi i frutti dell’artista non possono propriamente dirsi “natura morta”, ma viva ancora dello stesso avvaloramento della scelta e della cura di ciò che è esperito come dono prezioso e meraviglioso del grembo dell’arte, come del grembo della terra, e figlio del lavoro e dell’intreccio armonico di senso dell’uomo.

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