Sara Mineo

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Endimione” di Sara Mineo

 

La pittura chiaroscurale della Mineo emerge sospesa, quasi fosse l’impossibile scultura atmosferica di un sentimento. Il suo moderno classicismo, in omaggio canoviano, accoglie la sintesi di amato e di amante in un Endimione selenico che, abbandonato ad una bachelardiana rêverie cosmica, è il pastore custode di uno sguardo intimo, che aduna i greggi migranti d’immaginanti sinestesie di pensieri. La sua eterna giovinezza rinasce da un’acquea e gestante continua trasmutazione di forma, ad incontrare infinitamente la dea, abitando essente ogni cosa del mondo.

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