Sara Pierallini

Luci soffuse

Non è di nebbia

la materia del mio ricordo.

Tesso i nostri volti

con il filo della luce

che odora di cera, sfumature di colori,

poi

ombre di pastello,

il blu della musica

si immerge

in un pensiero di sospiri

E ancora cammino.

Tra terre e corpi

cammino

Critica in semiotica estetica della Poesia “Luci soffuse” di Sara Pierallini

 

Itinerante e aperta, oltre la convenzione segnica, la parola della Pierallini coglie con delicatezza la sensorialità della luce, una luce che soffonde l’ombra, candela nella notte silvana, in una sinestesia profonda e musicale, che riporta il pensiero cosciente indietro all’emozione inconscia, alla modulazione di un unico tono corporeo, a tendersi nel sospiro che innatura l’uomo al mondo.