Sonia Tricarico

Assenza

La tua assenza

come aver paura del vuoto

eppur so volare

 

Le tue mani

come calchi di momenti

e memorie

eppur so dimenticare

 

La tua voce

coltre che veste e scalda

eppur non ho freddo

 

Ti cerco ogni giorno

eppur mi rinfranca

la solitudine preziosa

di un cielo al tramonto

 

mi manchi in un ricordo

confuso e stanco

scivolato da un pensiero

sopravvissuto al pianto.

 

Vivo di assenza

eppur so morir d’amore.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Assenza” di Sonia Tricarico

 

Con disinvolta semplicità la parola della Tricarico procede per congiunzioni avversative, dimostrando l’intima dialettica dell’umano, fra presenza e assenza. L’assenza è condizione costitutiva di una presenza segnica, che vive di distanza e di differenza da un altrove da essere, all’oggetto d’amore.

La figura, la parola, distanzia e al contempo presentifica l’assente. La verità è un ricordo immemoriale, ripetutamente trasfigurato nel divenire delle prese in forma, fra la vita dell’ipotesi creativa e la morte

del superamento di sé.

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