Stefania Calesini

Senza una ragione apparente

E se vedrai,

mentre sto vivendo,

che senza una ragione

apparente

mi si forma,

sulle labbra chiuse,

all'improvviso

il mio piccolo sorriso

asimmetrico,

che si assenta

qualche istante

lo sguardo

e si addolcisce,

allora saprai

che senza una ragione

apparente

sto ancora amando

un sogno.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Senza una ragione apparente” di Stefania Calesini

 

Discensionale, la parola della Calesini scivola elementare, come una goccia di rugiada sullo stelo lungo

e sottile, che conduce al sogno. L’apparenza è cullata, da un ritmo dondolante e incantatorio, che strascina all’orizzontalità della terra e del sonno; pur trattiene, ancora, nell’asimmetria del sorriso, quell’istanza

di luce e di ragione, che conceda il doppio della sensazione, il percepire di percepire, la breve consapevolezza della meraviglia sensoriale del riconoscimento, fra esterno ed interiore: il compiacimento memoriale che, la notte al giorno, sposa.

© 2018 by Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea

created by Antonino Bumbica