Ubaldo Armellino

TUTTO IN UNA POESIA

Seduto qui, in silenzio ascolto il mare.
Ho bisogno di respirare il mondo intero,
senza rinunciare ai contorni.
Oggi, le mie emozioni, sono musica.

I silenzi non sono gli stessi,
urlano in maniera diversa.
Il cuore può sentirli e ascoltarli
anche se, mi tolgono il respiro.

La mia anima è sola come la rosa nel deserto.
Oggi mi sento in bilico all’orizzonte.
Al confine dei sogni, guardo indietro ma,
nello stesso istante, la fantasia prevale
trascinandomi con sé.

Ecco, il mio dilemma ritorna.
Caparbio sognatore, mi chiedo se
restare o riprendere il viaggio.
Questo mare continua a farmi navigare.

Chiudo gli occhi e mi lascio andare.
Oramai è notte. Il buio trasmette pace.

Provo a prendere tutto ciò che posso
cercando di rinchiuderlo in una nuova poesia.

 

Critica in semiotica estetica della Poesia “Tutto in una poesia” di Ubaldo Armellino

 

Libera, la parola dell’Armellino è abbandonica rêverie al luogo sonoro originario, al grembo marino, che diffonde nella sinestesia dei sensi una segreta legge armonica universale, un’anima del mondo, che supera la dimensione elementare e che rifonde ogni opposizione al sentimento di un mundus imaginalis, in chiasmo fra senziente e sentito. Il poeta tende all’ascolto della musica di una proporzione d’appartenenza unitaria nell’amore, nel simbolo della rosa del deserto, pietra viva ed eterna, a misura dell’incommensurabile.