Valentina Lepri

Io sono qui

Io sono qui e non mi muoverò

benché tu non mi voglia adesso.

In silenzio sto e ti guardo spesso

in ogni tuo gesto un po’ morirò.

 

Non reclamo ciò che mi spetta,

sarebbe sciocco. Non rivendico

il sacrificio, né carezza mendico.

Il tempo mio verrà, senza fretta

 

ed il quando non sarà significante,

se ricercherai le mie mani anche

nell’ora più nera saranno banche

d’amore reale, futuro e restante.

 

Sarà quel breve attimo innestato

nella affilata linea dell’orizzonte,

una sfumatura estesa, un ponte,

tra quel che sarà e quel ch’è stato.

Critica in semiotica estetica della Poesia “Io sono qui” di Valentina Lepri

 

I versi cesellati della Lepri palesano il valore della sua presenza, come continuum nel transito, in qualità di essere, come supporto e sussistenza delle forme del divenire, necessità, permanenza e aver da essere, fino a quando non s’incontri l’evento, che instaura il nuovo abito di vita. L’attesa lineare non ha peso: le oggettività del reale non sono che il prodotto di una retroflessione e anteflessione della visione che dà nuovo il senso. La poetessa sa che il passato è superabile, considerato che non accade mai in se stesso:

unico accadere è il presente in segno, ogni volta col suo proprio passato, in oggetto, da riscrivere.

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