Veronica Ferrari

Critica in semiotica estetica dell’Opera “Ottimismo” di Veronica Ferrari

 

Le segnate e ruvide superfici volumetriche in gesso della Ferrari pongono di fronte l’oggettualità della materia, che è coscienza, alterità e negazione della libertà assoluta del soggetto mirante. La sfida dell’artista poggia sul movimento della negazione: la tesi dell’io incontra l’antitesi del mondo, ma il processo dialettico sfocia nella sintesi di tesi e di antitesi, nel senso. Il senso è configurato nella liberazione dallo stato gravitale, nella fuga dalla staticità della limitazione, nel movimento improvviso del volo. E la negazione è vinta nella sinestesia del frullo d’ali del divenire, oltre la forma.

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